Dal greco phantasìa, fantasia, immaginazione,
rappresentazione, immagine, dal verbo phaìno, manifesto, mostro, porto alla
luce.
Facoltà della mente umana di creare immagini (capacità
creativa); di rappresentarsi cose reali o irreali (capacità riproduttiva). In
senso gnoseologico il termine indica la facoltà sensitiva che forma immagini
delle cose percepite dai sensi esterni e conservate nella loro forma astratta,
l'immaginazione sregolata. In senso estetico è differente dall'immaginazione
che è riproduttiva.
Si
intende un movimento politico,
culturale e sociale che pone in discussione i rapporti di potere tra i sessi, e
che nasce storicamente durante l'800 con la richiesta di pari dignità e diritti per la donna.
Si usa indicare una peculiare forma di produzione basata
principalmente sull'utilizzo della tecnologia della catena di montaggio (assembly-line) al fine di incrementare la produttività. Spesso connotato negativamente, il concetto fu teorizzato da Antonio Gramsci. Il termine fu coniato attorno agli anni trenta per
descrivere il successo ottenuto nell'industria automobilistica a partire dal 1913 dall'industriale statunitense Henry Ford;
ispiratosi alle teorie proposte dal connazionale Frederick Taylor ,
ebbe poi un considerevole seguito nel settore dell'industria manifatturiera,
tanto da rivoluzionare notevolmente l'organizzazione della produzione a livello
globale e diventare uno dei pilastri fondamentali dell'economia del XX secolo, con notevoli influenze sulla società. Con l'aggettivo fordista si usa indicare un regime di
produzione ispirato al paradigma adottato da Ford, o una sua stretta
evoluzione.