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Umanesimo

Nato in Italia attorno al '400 e diffusosi in tutta Europa, proponeva un ritorno alla centralità dell'uomo. Consiste nel cambiamento di prospettiva che segna la fine del medioevo. Nell'umanesimo l'uomo acquista piena consapevolezza delle sue potenzialità e del suo valore, soprattutto in relazione alla sua capacità di agire sulla natura per dominarla e piegarla ai suoi scopi.

Utilitarismo

Filosofia di carattere principalmente etico e sociale sviluppatasi in Inghilterra tra il XVIII e il XIX secolo ad opera di Jeremy Bentham e John Stuart Mill. La dottrina afferma che è un bene tutto ciò che può produrre un aumento della felicità e del benessere degli individui. Il primo movente umano è dunque la ricerca della felicità, scopo ultimo da raggiungere. 

Utopia

Dimensione del non ancora (dal greco ou: non; e topos:luogo; dunque: luogo che non esiste). Il termine fu coniato da Tommaso Moro come titolo di un’opera che descrive il suo modello di società ideale imperniato sull’abolizione della proprietà privata e sull’affermazione della tolleranza religiosa. Oltre a Moro, e sull’esempio della repubblica di Platone, altri filosofi e scrittori del cinquecento e del seicento elaborarono varie utopie politiche delle quali le più note sono La città del sole di Campanella e La nuova Atlantide di Bacone. Nell’età moderna la tematica dell’utopia si intreccia al marxismo. K. Marx per un verso la accolse come costitutiva della propria idea di comunismo quale «regno della libertà» contrapposto al «regno della necessità», ossia alla società divisa in classi; ma per altri versi la considerò una fuga in avanti che nasconde in effetti la rinuncia a trasformare lo stato di cose esistenti. In questa accezione parlò dei socialisti utopisti. Nel pensiero contemporaneo il tema ha conosciuto nuovi e significativi sviluppi, nella Scuola di Francoforte (da Dialettica negativa di Adorno agli scritti sociopolitici di Habermas) e ancora di più in Bloch.
In termini espliciti Bloch ha parlato della funzione positiva dell’utopia, in quanto essa, attraverso lo strumento della critica, agisce come forza propulsiva della storia. Grande parte dell’opera di Bloch Il Principio Speranza è dedicata a una fenomenologia degli stati utopici della coscienza: dai desideri più profondi dei singoli, alle opere d’arte e ai grandi miti collettivi, fino a quelle forme di aspirazione utopica che si annunciano nell’arte di consumo, come nei film e nelle canzonette. In tutte queste forme si delinea una «ontologia del non ancora».